beauty & outfit

Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei

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Oggi condivido con voi un’info trend trovata su un settimanale di moda che di primo acchito ho trovato alquanto superficiale ma, pensandoci bene, infondo non così tanto…Si basa su bozzetti di moda studiati da una psicoterapeuta  per essere all’altezza in qualsiasi situazione, dal colloquio di lavoro alla cena con il fidanzato. Ma vediamola più in dettaglio:

Tra le tante forme di comunicazione non verbale c’è senz’altro la scelta degli abiti. “ La moda è un grande motore comunicativo sia sociale che personale” sostiene la Prof.ssa Maria Beatrice Toro che ha condotto per Cotton USA e lo stilista Pitagora un progetto di ricerca volto ad indagare e individuare le maggiori difficoltà cui si va incontro quando si deve scegliere come vestirsi in situazioni percepite come stressanti.

Ne è scaturito un vademecum per risolvere senza tentennamenti e con una buona dose di ironia i “dubbi dell’armadio”. Gli psicologi parlano ormai di “vestemica” per riferirsi proprio a tutta quell’area della comunicazione non verbale che passa attraverso il nostro abbigliamento e che dice qualcosa su chi siamo.   ecco alcuni bozzetti:

Analizziamo allora nello specifico alcuni casi particolari:

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esempio preso dal web

nella situazione dove  la protagonista è una donna manager, a un passo dalla chiusura di un importante contratto con un potenziale cliente dopo una lunga trattativa. In questo caso, il suo atteggiamento deve comunicare affidabilità, precisione e razionalità e il look, sempre all’insegna del cotone, andare di pari passo, con un tocco rock per non cadere nella banalità: T-shirt ricamata con stampa a intarsio, sovrapposta a un’altra T-shirt, e gonna stretch a portafoglio.

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esempio preso dal web

Restando in ambiente lavorativo, un’occasione più rilassante è il party aziendale, in cui occorre essere eleganti ma anche mostrarsi rilassati e aperti al dialogo. Lo stile è dégagé, ma tutt’altro che trasandato: il cotone dà vita a una T-shirt macramé impreziosita da una rete stretch e al pantalone fluido in piquet con bordo in gros grain.

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immagine presa dal web

Lo studio di Cotton Usa si concentra anche sull’uomo, a cui dà due consigli: in caso di cena aziendale o simili, indossare un completo in cotone stampato, accompagnato da una camicia in cotone leggero con collo alla coreana, in modo da comunicare disponibilità e apertura verso gli altri.

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es. dal web

Per un’uscita informale, via libera al cotone in versione “biker” per il giubbotto imbottito, con texture effetto rete e dettagli in pelliccia, e per i pantaloni in tessuto felpato e garzato. Tocco finale, la T-shirt in cotone stampato.

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Per chi non lo conoscesse, Cotton Usa è un  marchio che identifica i capi realizzati con il pregiato cotone americano  certifica quindi un prodotto naturale privo di contaminazioni con un’impronta ecologica ridotta al minimo ed etico perché prodotto senza sfruttamento di persone o in modo non accettabile socialmente. Una curiosità: Tra le numerose  aziende italiane che hanno scelto di realizzare collezioni in cotone americano, identificate  dall’etichetta Cotton Usa c’è : Original Marines, Zucchi, Bassetti, NK Home, Cogal.

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Ora mi domando: è stata colpa quindi del mio outfit non azzeccato  se alcuni dei miei colloqui di lavoro non sono andati a buon fine??? Forse il maglioncino e camicetta e scarpa a mezzo tacco  saranno stati classificati dai miei esaminatori troppo sciatti???

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dal film il diavolo veste prada

Mi permetto di fare una riflessione mia personale:  La moda insegna, la moda aiuta, questo è sacrosanto … ma non è tutto. Trovo che questo progetto di ricerca sia senz’altro utile specie alle persone indecise e insicure o che semplicemente vanno sempre di fretta anche al mattino appena sveglie  davanti all’armadio; ma la cosa va presa con la dovuta razionalità e lucidità. L’abito giusto comunica agli altri la nostra personalità e il nostro gusto certo ma non può essere l’unico criterio di valutazione su cui basare quello che siamo e quanto valiamo.

Desiderosa di conoscere le vostre opinioni in merito…

Vi aspetto al prossimo post

Daniela

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13 thoughts on “Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei

  1. Ciao, adoro questi articoli!!!
    Secondo me quello che conta sempre sono il buon gusto e le buone maniere.
    Per buon gusto intendo indossare abiti adatti all’occasione, mai eccessivi (a meno che non si vada in discoteca) e con i colori che meglio si accompagnano alla nostra figura (i colori, ho notato, sono molto importanti); buone maniere sel senso di saper cosa e quanto dire in ogni occasione. Una buona cultura poi è fondamentale.
    E’ tutto un insieme di fattori e di comportamenti, a seconda di dove ci si trova e con chi si ha a che fare.
    Attendo altri articoli del genere,
    buona giornata, Federica

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  2. Ciao!!!
    Molto carino questo post!
    Devo ammettere che io non seguo la moda. Non ho mai avuto occhio per lo stile.. e tutto quello che è “stiloso”, a me sta addosso come se fosse un sacco di patate.
    Rimango quindi sempre sul classico, scegliendo abiti che comunque nascondano i miei punti deboli e ne esaltino quelli migliori.
    Diciamo che prendo ciò che mi sta meglio della moda, e lo faccio mio quanto basta per sentirmi a mio agio!

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  3. Non ho mai usato la moda come “sacrosanta”….se mi piace la adotto, altrimenti lascio andare….proprio ieri vedo una 35enne con capelli azzurri, colbacco fuxia, che poi non fa nemmeno freddo, jeans larghi e lunghi metà polpaccio, con calze a righe multicolori e scarpe da tennis rosse, mi è sfuggito cosa avesse sopra……ma questa sarebbe moda? sì da pagliaccio…almeno per me…..ciaoooo buon pomeriggio

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  4. Non sono mai stata alla moda e anzi fatico a trovare qualcosa di originale e ben fatto perché purtroppo se un capo va di moda lo trovi ovunque :/ ma per me basta che ci si senta a proprio agio e si rispetti la propria età e il proprio corpo, vestirsi bene non vuol dire per forza doversi gestire firmati. Troppo carino questo articolo!

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  5. Ciao Daniela, la penso esattamente come te: non è l’abito che indica il nostro valore, però purtroppo viviamo in una società dove contano più l’immagine e l’apparenza piuttosto che la sostanza e quindi, volenti o nolenti, dobbiamo farne i conti. Io, per esempio, ho uno stile tutto mio che raramente coincide con quello che va di moda: non sopporto i tacchi, i pantaloni troppo aderenti e le maglie lunghe fino alle ginocchia, quindi qualcunque cosa indosso sono demodè!

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