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Il profumo sa chi sei

“..siamo fatti della stessa sostanza dei fiori da cui viene estratto il profumo, in questo legame profondo che accomuna tutti c’è la strada della conoscenza di noi stessi. Ogni fiore, un profumo…” Il profumo sa chi sei – C.Caboni

Ho voluto a tutti i costi riuscire a leggere l ultimo libro della Caboni che poi è il seguito del Sentiero dei Pofumi, romanzo che adorai e che ho recensito anni fa. Non è stato facile perché con Filiberto il tempo per me è veramente esiguo, ma mi sono ritagliata attimi mentre dormiva e in due mesi l ho terminato. Ecco mi trovo un po imbarazzata a dirlo ma mi ha deluso. Andiamo con ordine: La Caboni resta la mia scrittrice del presente preferita,  adoro come scrive, scorrevole, poetica, romantica mai volgare, le ambientazioni dei suoi romanzi fanno sognare sempre con quelle descrizioni che pare d essere lì nel posto in questione,per  davvero. Ma questa volta ho trovato la storia fin troppo fantastica, l happy end ci sta , è tipico della narrativa di evasione trasportare il lettore in un’altra dimensione dove i sogni basta volerlo fino in fondo e si realizzano  ma quando i personaggi ottengono davvero tutto, diventa poco reale, e il rischio è che il lettore non si ritrova in nessuno di essi .  per chi vuol leggere il romanzo consiglio di non proseguire a leggere la recensione perché faccio spoiler!…

Elena protagonista che stanca della sua profumeria Absolue  a Parigi dove non riesce piu a creare profumi torna a Firenze e si ricongiunge  faticosamente con la madre e con lei compierà un  giro per il mondo lasciando la figlia di sei anni a casa con il patrigno Cail, personaggio che scusate la franchezza, ma diventa un po’privo di personalità, devoto e esclusivamente succebe dei desideri di Elena.Sono stata sinceramente invidiosa della possibilità di mamma e figlia di compiere un viaggio nelle terre che segnarono la giovinezza di Susanna. Perché avrei voluto anche io la possibilità di percorrere con mia madre le città in cui ha studiato e lavorato, giovane diciottenne di una famiglia rurale che abbandonò nei turbolenti anni 60 la casa natale per realizzare i suoi sogni..vedere Alba, Treviso, Rimini e tornare finalmente cn lei  a Roma zona San Paolo fuori le mura, posto a lei tanto caro  (viaggio che avevamo posticipato e che avremmo voluto compiere il settembre, due mesi prima della sua tragica morte). Comunque..torniamo al libro:  il viaggio di Susanna e Elena tocca posti d incantevole bellezza: Giappone, India, Arabia Saudita. Luoghi della vita di Susanna dove esplorò la concezione diversa del profumo in ogni paese e dove incontrò , s innamorò di Victor, non a caso padre di Elena (oggi il signore delle rose,guarda caso ricco magnate del mondo profumiero in Arabia),  la quale non ne conosce ovviamente l esistenza. Prima osservazione:  trovo un poco forzato che una mamma parti per il giro del mondo lasciando la figlia di 6 anni a casa,( io non lo avrei mai fatto, e sì lo ammetto sono una mamma chioccia! )…  Il viaggio avvicinerà le due donne permettendo a Susanna di farsi perdonare da Elena per averla lasciata dalla nonna durante l infanzia perché si sentiva inadatta a crescere una bambina che non piaceva al compagno suo Maurice. Ecco altra cosa che la mia sensibilità di madre non accetta: non molli tua figlia dalla nonna perche non ti senti all altezza. Per una madre il figlio viene prima di tutto anche del compagno malato. Proseguendo nella storia, Elena conoscerà il padre, perdonerà la madre per averglielo tenuto nascosto, capendo le ragioni e nelle esperienze prima in Giappone, sotto i ciliegi in fiore, durante poi la cerimonia del the , e in India dai colori accesi, Terra di contraddizioni e di infinita spiritualità riuscirà a ritrovare se stessa grazie alla conoscenza del suo passato, di come  è venuta al mondo, di chi era sua madre e suo padre. Il viaggio si conclude in Arabia, nelle terre delle rose dove il profumo è qualcosa di famigliare e unico e dove Victor abbraccia Elena e non la lascerà più.  Così la protagonista finalmente ritrova la serenità, scopre cosa vuole veramente: non più creare profumi per gli altri ma indirizzare gli altri a creare il loro profumo personale. E attraverso il perdono della madre troverà il coraggio di dire alla figlia chi è il suo vero padre. Alla fine anche Susanna e Victor troveranno un modo per ritornare insieme finalmente, ora che stanno per diventare nonni un’altra volta.

Degne di ammirazione per me nel romanzo sono state ovviamente le descrizioni del mondo del profumo e di come una persona  possa essere donna iris o violetta . sognanti e poetiche  le immagini dell oriente, terra così vasta, variegata, spirituale. Mi è piaciuto come è stata narrata la leggenda delle rose di Taif  delle donne saudite, come poi è stato trattato il cerimoniale del the in Giappone (cha no yu) e  il concetto del  kintsugi, la tecnica della colla dorata che ripara le tazze di thè rotte creando una nuova bellezza ancora più preziosa perché unica. È il parallelismo con il rapporto  ritrovato tra madre figlia, e figlia padre , protagonisti dell opera.  Il personaggio che più mi è piaciuto e che ho trovato reale, è Alessia, moglie del padre di Bea, nonché ex amica di Elena.Premio  La sua sensibilità di mamma che fa conoscere al marito l  altra  sua figlia avuta da un’altra donna, ammirevoli  la sua discrezione il suo rispetto verso Elena, e l amore verso il suo uomo .Di donne così al mondo ne esistono per fortuna.

Queste le motivazioni che mi fanno assegnare al romanzo il Voto: 7.  Perché se fosse stato unicamente per la trama mi sarei limitata alla sufficienza. Ovviamente questo è solo il mio parere .  il libro comunque lo consiglio a chi cerca una lettura che mette al centro le donne, diverse tra di loro, che descrive ambientazioni meravigliose e che parla di grandi sentimenti e di famiglia.

Daniela

Foto mie

8 pensieri riguardo “Il profumo sa chi sei

  1. Ciao Daniela, della Caboni ho letto solo un romanzo anni fa (“Il giardino dei fiori segreti”) e, pur ritenendola molto brava a scrivere, non ha uno stile che mi cattura particolarmente, è un po’ troppo lento per i miei gusti. Per questo non ho letto il romanzo che hai recensito, anche se mi sento di concordare con le tue affermazioni… non sono mamma ma lasciare a casa un bimbo di sei anni per fare il giro del mondo mi sembra un po’ inverosimile!
    Buon pomeriggio 🙂
    Ariel

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  2. Succede, trovare un libro che – rispetto ad un altro – rappresenti un buco nell’acqua; di solito è possibile vedere questo effetto (come è successo a te) nei seguiti, e allora… boh, penso che bisogna farcene una ragione, non lo so. Molti anni fa andai alla presentazione del primo volume della trilogia “Dannati”, di Glenn Cooper; a fine lettura mi restò l’amaro in bocca, mi sembrava molto inconcludente; così acquistai il secondo, sperando che l’andamento della storia migliorasse, ma il risultato f esattamente lo stesso del primo. Alla fine, quella che era una trilogia, è una duologia (o per meglio dire, una trilogia non conclusa), perché non ho acquistato il terzo volume. 🙂
    Dolce notte e sogni belli, Milady. ❤

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