ARTS & BOOKS

storie dell’impressionismo

“Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale.” (Marcel Proust)

In un post precedente vi avevo promesso di raccontarvi la mostra sugli impressionisti a Treviso . Lo farò con le mie parole, brevemente, senza descrivere tutti i passi che la riguardano, evitando il più possibile di annoiarvi e di proporvi  un riassunto sterile di quanto visto.

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le mie raccolte  sull’impressionismo francese

Provo da sempre  un amore fortissimo per l’arte . Sono felice che alle scuole medie l’insegnante di educazione artistica ci costringesse non solo a dipingere (cosa che mi veniva malissimo!) ma anche a studiare la storia dell’arte dall’antica Grecia ai giorni nostri.  Da allora non ho mai smesso di documentarmi, di leggere e di visitare più mostre possibili. Sempre con un  interesse e una conoscenza puramente amatoriale, senza  alcuna presunzione poiché non ho purtroppo i titoli per farlo.

0c90d0bfca0d2cd03cc0308b9c250c87Le mostre sull ‘impressionismo non deludono mai, nè le anime romantiche come me, né nessun altro poiché  il loro stile i loro colori e i loro paesaggi credo rimarranno per sempre impressi nell’immaginario di tutti noi.  L’arte è bellezza, è libertà è emozione pura , l’arte è  vita.

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Ma torniamo a Treviso e la sua mostra. Curata magistralmente  da Marco Goldin ( ha lavorato per 20 anni con Linea d’ombra allestendo mostre incentrate in particolar modo sull impressionismo), è indubbiamente una mostra per gli amanti degli impressionisti (ca va sans dire!), ma non solo. c’è spazio anche per i fan del realismo e del naturalismo  francese alla maniera dei pittori della scuola di Barbizon (Millet e Courbet tanto per citarne alcuni), e ancora:  tele  dedicate alla pittura accademica negli anni dell’impressionismo (poiché la seconda metà del 1800 è stata molto vivace e proficua dal punto di vista artistico), nature morte ,  fino all’innovazione pittorica di Cezanne e Van Gogh.

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La mostra introduce il tema del ritratto (analizzato secondo le differenti sensibilità di ciascun pittore) e nelle prime sale sono esposte opere di  artisti che precedono e influenzeranno poi lo sviluppo dell’impressionismo. Mi sono soffermata sul  ritratto di George Sand di Delacroix ,una scrittrice che amavo ai tempi della scuola alla quale  l’artista ha donato degna bellezza e femminilità.

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Ma quello che più di tutti ho apprezzato è indubbiamente un quadro di  Renoir (il mio preferito degli impressionisti):  il ritratto di Mademoiselle Irène Cahen.  Irène era figlia di un banchiere ebreo amico dell’artista. A otto anni, Renoir la ritrae con i capelli luminosi e l’abitino azzurro della domenica. . E’ una  posa non celebrativa, lo sguardo quasi sognante  della bimba ne fanno un ritratto squisitamente impressionista. E ‘ riconoscibilissimo il tratto delicato del pittore che più di tutti per me sa donare dolcezza  e grazia ai visi femminili.

 

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Differente è l’attegiamento di Van Gogh nei suoi ritratti, più forti, più emotivi e più comunicativi. Nel ritratto di Augustine Roulin , il pittore olandese vuole trasferire nella donna (neo mamma)  il senso di maternità, intrecciandole le mani sul grembo, e sullo sfondo delicati fiori che si ripetono nello spazio ricreano il ritmo delle ninne -nanne cantate agli infanti. Vincent si trova ad Arles quando la ritrae, i colori della tele si fanno vivaci come lo sono i colori della natura nella Provenza.

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altra opera che mi ha colpito è stata:Le rondini di Manet, l’impressionista, non impressionista (poichè non s’è mai identificato con il gurppo, rispettando comunque sempre il loro lavoro e concetto sulla luce e sui colori). Raffigura una scena di genere ambientata in campagna. Nella tela come in tutte le tele di Manet è presente in maniera abbastanza evidente l’uso del nero (che invece gli impressionisti abolivano) , le figure sono sfumate secondo la tecnica impressionista delle “pennellatine” come il prato che sembra una grossa macchia di colore verde.

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Riguardano il paesaggio invece le tele di Monet che più hanno catturato la mia attenzione. Ne : La scogliera a Etretat, emerge il tema del mare (più volte apparso nella mostra a seconda della sensibilità di ogni artista), in particolare della Normandia al quale Monet era legato. Etretat è un piccolo borgo di pescatori che da sempre ha nel cuore.
Il villaggio è deserto, in febbraio non ci sono turisti e in più il proprietario dell’hotel gli ha consentito di spostarsi in una dépendance. Monet raggiunge un ripido sentiero per arrivare a questa spiaggia nascosta dove realizza il quadro.  Un  inno alla geometria e alla grandezza  della natura,  ma non  è un opera realizzata en plein air, essendo invece tra le più costruite in atelier dall’artista.

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L’altra tela di Monet s’intitola:  Il giardino dell’artista ad Argenteuil.
Qui si apre il periodo di Argenteuil, che segnerà la vera e propria età dell’oro dell’impressionismo. Una cittadina di 8.000 abitanti situata all’incrocio delle reti ferroviarie dell’Ovest e del Nord e collegata alla stazione Saint-Lazare di Parigi, distante solo dieci chilometri.
Nei quasi sette anni trascorsi con la sua famiglia ad Argenteuil Monet realizza circa 180 tele. Ma non vi è rappresentata la Senna qui in quest’opera, nemmeno le famose regate (presenti in innumerevoli tele).  Qui è il giardino il centro della scena, con  la giovane moglie Camille e il figlio Jean. Colori infiniti si librano nell’aria e galleggiano, si sospendono sotto il cielo, sotto l’azzurro, sotto il bianco delle nuvole. Tutto attorno, la fioritura primaverile, i vasi, le aiuole, gli alberi contribuiscono a trasmettere serenità e una vaga  e repressa malinconia.

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Un altro paesaggio che mi ha affascinata, con il suo clima innevato, è stata la tela di Pissarro: la casa di Piette à Montfoucault. Il bianco della neve  dà un senso di freschezza che pare quasi uscire dall’opera per toccarci la pelle. Solo due figure passeggiano di schiena, poiché il protagonista è il paesaggio agreste, tema tanto caro all’artista. Silenzio , poesia e leggerezza regnano sovrani grazie ad un uso sapiente del pennello intriso di tocchi puri di luce .

Ci sarebbero ancora tantissime tele da raccontare e commentare ( celeberrime come i campi di grano di Van Gogh o i suoi cipressi, o le ninfee di Monet, o i ritratti esotici di Gaugin e molto altro ancora…) ma lascio a voi la curiosità di intraprendere , se volete , questo viaggio affascinante nel secolo che per me, più di tutti, ha segnato la storia dell’arte, del costume e della sensibilità umana.

Mostra STORIE DELL IMPRESSIONISMO

TREVISO- MUSEO SANTA CATERINA fino al 17 aprile 2017

ORGANIZZAZIONE Linea d’ombra
Strada di Sant’Artemio 6/8
31100 Treviso

ecco il link alla  mostra

Daniela

Foto pinterest

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15 thoughts on “storie dell’impressionismo

  1. Ciao Daniela, che bella mostra, immaginavo lo fosse, anche perchè anch’io adoro l’arte in generale e soprattutto l’impressionismo (i miei pittori preferiti sono Monet e Renoir). Non credo di riuscire a visitarla, ma mi ha fatto piacere leggere il tuo resoconto (visto che le belle mostre non sono solo a Milano? ;-))
    Buona giornata 🙂

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  2. Che bello coltivare le proprie passioni, l’arte è arricchimento: io ho la stessa passione per la cucina ma non solo “cucinata”, mi piace la sua storia, le origini, l’evoluzione. Con l’arrivo della bella stagione aprirò i miei orrizzonti per scoprire eventi così belli come questo dalle mie parti o mi sposterò, perchè no? Buona giornata ❤

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  3. Ad essere onesta, in generale non amo molto la pittura impressionista, la trovo troppo emotiva, impulsiva, le pennellate mi sembrano troppo veloci sulla tela, poco mediate dal concetto, ma taluni dipinti sono davvero superlativi, soprattutto alcuni di Renoir sono tra i miei preferiti !

    Grazie mia cara per questo tuo buongiorno,
    ti auguro un gioioso martedì d’inverno

    Xx Dany

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  4. L’arte di saper guardare! Grazie del tuo resoconto.Lo terrò presente (già fatto “copia-incolla-stampa” 🙂 )quando andrò a visitarla (devo aspettare le mie due sisters libere da impegni di lavoro).L’arte per me finisce nell’800.Del secolo scorso (provo a leggere, a capire il loro significato con i libri di P:D’Averio), del 1900 non capisco certi temi, ;( quindi via con le mostre e pinacoteche dall’800 in giù! Grazie guida Dany! 🙂

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    1. grz a te cara beta mi piace il tuo interesse per l arte non è facile trovare gente realmente interessata e curiosa intellettualmente parlando… è davvero bello averti conosciuta qui sul blog…quando andrai alla mostra poi mi dirai come l hai trovata^_^

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  5. Bellissimo articolo….E sono d’accordo con la tua prima analisi, un professore/maestro che riesce a trasmettere la passione per la cultura e la curiosità, per conoscere, cercare di imparare ciò che non sappiamo è una delle eredità più potenti e importanti che ci possano lasciare!

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    1. sì guarda alla superiori ho avuto due insegnanti in particolare entrambe bravissime e innamorate dell arte e capaci di trasmettere la stessa passione …poi nelle mostre m ‘è capitato di conoscere due o tre guide veramente appassionate e coinvolgenti , queste persone che riescono a caturare l attenzione di chiunque le ascolti, è un dono che hanno, innato…

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  6. Molto bello! Ne avevano fatta un’altra sempre su Monet e gli impressionisti una decina di anni fa, forse di più, sempre a Treviso, alla Casa dei Carraresi, mi ricordo che ci ero andata con un’amica e con mio figlio che allora aveva circa 4 anni ed ero rimasta estasiata

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