good vision

Il cammino per Santiago

« La vita non si sceglie.download.jpg Si vive. » Daniel dal film il cammino per Santiago

Sono riuscita finalmente a vedere  una di queste sere alla tele un film davvero meritevole, di   cui Anna  continua a tessere le lodi. IL CAMMINO PER SANTIAGO. DI Emil  Estevez (2010).Con Martin Sheen e Emil Estevez., padre e figlio anche nella vita reale.

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padre e figlio

Trama: Tom è un medico americano di successo, che passa la sua terza età tra lo studio dove lavora e il campo da golf, dove si distrae con i colleghi. Un giorno suo figlio Daniel, quarantenne, che ha preferito non terminare gli studi universitari per vedere il mondo, è rimasto ucciso da un temporale sui Pirenei.

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Tom scopre che Daniel aveva intrapreso il Cammino di Santiago de Compostela, un sentiero di 800 chilometri tra Francia e Spagna . Dopo aver appreso la disgrazia raggiunge la Francia e da lì la decisione riflettuta, prendendo lo zaino del figlio con la scatola delle sue ceneri , di camminare al posto di Daniel e di portare a termine il suo viaggio. Lungo la via, fa l’incontro con tre inattesi compagni di strada tra cui una giovane donna (SARAH alias Deborah Kara Unger, sotto eccoli: )

che col pretesto di voler far il cammino per smettere di fumare invece nasconde un aborto che non è riuscita a superare, un pittoresco olandese (Yorik Van Wageningen)  che deve perdere peso per ritornare a piacere alla moglie e uno scrittore irlandese esaltato e chiacchierone (James Nesbitt) in cerca d’ispirazione per un libro. Tutto ciò lo strapperà alla solitudine  costringendolo all’esperienza e al confronto con ogni tipo di diversità al mondo.

Ci sono cose che sfuggono all’evidenza e trovarne il senso, richiede un percorso più lungo e faticoso per Tom che alla bellezza di 60 anni si mette in discussione e, rievocando le parole del figlio decide di viverla la vita e non di sceglierla…

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Incantevolmente dolce il padre che fa concludere il cammino per Santiago al figlio che non aveva potuto farlo con la sua morte prematura alla prima tappa .

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Toccante veder apparire in qualche punto il figlio in kway giallo attraverso il cuore del padre che lo ricorda con un sorriso .E’ di  un infinita dolcezza l’immagine del papà che ad ogni fermata nei paesi che attraversa, lascia un po’ di cenere del figlio e forse una preghiera, un po’ di lui, della sua giovinezza così ingiustamente spezzata…

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Un gesto d’amore paterno  che supera anche le barriere della morte.  Da qui parte la riflessione mia personale sulla preghiera .

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durer :mani in preghiera

Che altro non è che un dialogo, un gesto, un pensiero tanto cercato, un invocazione che prende la forma e i colori diversi a secondo di come ognuno di noi è fatto.   Difficile è fare un film di questo tipo senza cadere sul banale, eppure l’operazione di Estevez è ben riuscita.  Non è un film religioso, non è  un documentario di viaggio,  è molto altro : privo della voce narrante che si  da arie da maestro di vita, non vuole insegnare nulla perché non  ha presunzione alcuna .

La spiritualità del film si traduce nella recitazione intensa e naturalissima di Martin Sheen protagonista perfetto  mentre lo si vede marciare a passo spedito carico di pesi sulle spalle o asciugarsi i vestiti bagnati .  E’ un opera  sobria e riconciliante avvolta da una  musica che fa quasi da protagonista sullo sfondo di paesaggi che escono dagli stereotipi   finti da tour operator o da cartolina , prediligendo scorci di natura umile e impervia che  metteno in luce più che altro  la difficoltà fisica del percorso sorpassando la beatitudine estetica.

Non si parla di miracoli : il devoto cristiano lo si vede solo  incarnato  nel parroco malato incontrato per un breve tratto di strada. Solo un rosario donato a Tom , niente monologhi su Dio e prediche ridondanti.La fede è una cosa che spontaneamente deve sgorgare  dall’animo di ogni uomo e quando la comitiva arriva alla cattedrale di Santiago la si legge negli occhi ridenti e visibilmente commossi di tutti. Un po’ mi ha riportato a quel senso di pace e di intensa fede cattolica che ho respirato nel 2013 nel mio viaggio a Loreto, all’interno della Santa Casa di Maria…  ♦ Chi rimane estasiato di fronte alla bellezza del Divino, nell’osservare le campane e l’incenso disperdersi sulla navata , chi è  in contemplazione e in un silenzio religioso e riflette sul senso dell’esistere, chi in un improvvisa devozione s’inginocchia alla statua del Santo Giacomo chiedendo aiuto, perdono, conforto o semplicemente amore.

E’ un film  che nel suo realismo e candore mette in luce tutte le debolezze umane (specie nei compagni di viaggio del protagonista) ma anche il ritrovato senso dell’amicizia intesa come bisogno primario dell uomo di confrontarsi e legarsi al suo simile nella buona e nella cattiva sorte.

santuario muxia nella galizia
muxia santuario
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scena finale del film

E in nome dell’amicizia I  tre compagni non abbandonano Tom arrivati a Santiago bensì lo seguono a Muxia,  ( dove secondo la tradizione la Vergine arrivò su una nave di pietra per incoraggiare l’Apostolo Giacomo a compiere la sua predicazione nel nord-est della Penisola Iberica.Un santuario fu costruito sulla scogliera proprio qui in onore di Maria) dove tutte le ceneri del figlio Daniel  rimaste nella scatola verranno dissolte sul mare. Forse Joost , SaraH e Jack  non si sentiranno cambiati da questo lungo viaggio ma Tom sì… riuscirà a trovare  la pace e la gioia di vivere e qui mi viene buona la frase sacrosanta pronunciata da Ishmael (padre del ragazzino che tenta di rubare lo zaino a Tom,  rappresentato come uomo giusto, retto e orgoglioso della sua cultura .E anche qui il regista supera ogni tipo di razzismo abolendo lo stereotipo classico  dello zingaro diffidente e ladruncolo   ): “ i nostri figli sono il meglio e il peggio di chi li ha concepiti”. Voto : 10+.

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tom e ishmael

Spendo due parole per il protagonista: Mi ha riempito di nostalgia e un velo di tristezza  la forte somiglianza tra Martin Sheen e mio zio Antonio, da poco defunto. Hanno gli stessi tratti in viso (anche se zio era più magro), lo stesso sguardo paterno  e la stessa luce negli occhi … lo ammetto, Questo ha contribuito a farmi apprezzare ancora di più il film.♥ Martin Sheen io l’ho visto da bambina per la prima volta in tv nella commedia anni 90 accanto J.Bisset nei panni di un uomo d’affari che diventa baby sitter per amore. E mi è stato subito simpatico.

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mamma mi compri un papa’?

E’ celebre per i film politici dove interpreta spesso il presidente. Eppure  è un uomo di fede; dopo aver avuto il privilegio di stringere la mano di Madre Teresa di Calcutta e a Giovanni Paolo II, di aver visitato Lourdes e di aver girato un film a Medjugorje, Martin Sheen desiderava portare a compimento il suo percorso di avvicinamento alla fede cattolica visitando la Cattedrale di Santiago e prendendo parte al pellegrinaggio . E’ riuscito  quindi a ritagliarsi del tempo per realizzare  in parte quest’esperienza. Un film che lui e il figlio Emil  hanno fatto per rendere omaggio alla Spagna, terra delle loro origini, e riscoprirne valori e tradizioni con una storia in cui chiunque potesse riconoscersi. Un film ,questo , che vi farà venir voglia di documentarvi e partire . A me  sicuramente è tornata la voglia di sperimentare il cammino di Santiago. E’ Uno dei miei sogni nel cassetto che non ho fretta di realizzare al momento, ma che so che farò…prima o poi…

sopra una carrellata degli incantevoli scenari che si attraversano nel viaggio…

il simbolo del cammino è La conchiglia di San Giacomo che  doveva essere cucita sul mantello o sul cappello ed era la prova da mostrare a tutti che il Pellegrino aveva raggiunto e visitato la tomba di San Giacomo nella  Galizia

Molte sono le motivazioni che spingono i pellegrini a compiere questo viaggio; Oggi non lo si fa solo per motivi religiosi, lo si può intraprendere come percorso turistico, spirituale , scientifico e altri ancora. Una cosa è certa in tutti i casi si tratterà di un viaggio nel viaggio,  un lungo cammino che ci farà stare in compagnia di tante altre persone delle più svariate tipologie, ma soprattutto di noi stessi imparando ad ascoltarci fino in fondo scoprendo  quel tanto altro ancora di cui è fatta la nostra anima.

Daniela

 

 

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11 thoughts on “Il cammino per Santiago

  1. Questo è uno di quei viaggi che, credente o meno, ti mette in contatto con la tua anima e ti fa ripercorrere i tuoi sentimenti! Per chi lo ha intrapreso questa è la sensazione che mi ha trasmesso mentre me lo raccontavano.

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  2. Cara Daniela, è da anni che sogno di intraprendere questo viaggio, a piedi… e prima o poi lo farò. E’ un viaggio spirituale che ti mette in contatto con la parte più nascosta di te stesso.
    Baci e buona giornata, Federica

    Liked by 1 persona

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