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quelle che la nonna chiamava “le creme”

 

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foto pinterest

Sabato mattina, “comme d’habitude”, a casa della mamma , la cucina era tutta una nuvola di zucchero vanigliato e  crema pasticcera  sospesi sopra una tovaglia a pois rossi, quelli delle gocce di alchermes caduti qua e là mentre si preparavano i famosi dolcetti diplomatici. Io e Anna abbiamo deciso di sperimentare questa ricettina in occasione della   cena a casa di Marc avvenuta la sera stessa.

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ingredienti

Esteticamente non erano perfetti lo ammetto ma buonissimi! Sono andati a ruba in un battibaleno!

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E poi l’importante è divertirsi anche in cucina. Non sarebbe sabato senza un dolce o una torta salata preparata in  compagnia delle  mie donne; con la mamma che ci aiuta a fare ordine in tavola, con la precisione capillare di Anna nel dosare gli ingredienti e con i miei accorgimenti per l’ impiattamento perfetto  o quasi!

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Vi lascio quindi  la mia ricetta dei diplomatici:

ingredienti: un rotolo di pasta sfoglia (senza glutine per me), pan di spagna (ottenuto con 4 uova montate dividendo rossi e bianchi, zucchero a piacere, due cucchiai di farina gluten free, 2 cucchiai di acqua calda, scorza di limone e mezza bustina di lievito nel solito procedimento del pan di spagna), crema pasticcera (preparata con due rossi d uovo, zucchero a piacere, mezzo litro di latte, scorza di limone due cucchiai di farina di riso, mezza bustina di vanillina, una noce di burro), alchermes allungato con latte freddo, zucchero a velo (una cascata di zucchero a velo!!!)

preparazione: infornare la pasta sfoglia per circa mezz ora in forno a temperatura di 160 gradi, avendola tagliata a quadrotti piu o meno regolari. Preparare la crema e il pan di spagna.quest’ultimo va tagliato a quadrotti come la sfoglia.  Versare mezzo bicchiere di liquore allungato con mezzo bicchiere di latte. Una volta che la pasta sfoglia e il pan di spagna e crema son pronti procedere preparando i dolcetti diplomatici in questo modo: una sfoglia, un pezzo di pan di spagna imbevuto di liquore e latte, crema pasticcera, pan di spagna sempre imbevuto e zucchero a velo . Io non ho fatto il doppio strato di sfoglia volutamente ma il dolce  originale andrebbe con l ultimo strato di sfoglia.

Curiosità:  Per alcuni si chiama cosi perché una torta simile fu inviata in dono da un diplomatico del ducato di Parma nel 1454 a Francesco Sforza, duca di Milano. Altra versione invece è quella che racconta che la torta sia stata originata a Verona, creata nel periodo post-natalizio per riciclare gli avanzi del Pandoro, dolce tipico del luogo.

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Ma io so che a casa mia, quando ero piccola, nonna Angelina li chiamava “le creme” non so ancora esattamente perché , di fatto per anni io li ho chiamati così. Ricordo che ad ogni compleanno mio padre era tradizione comprasse in pasticceria  un vassoio di mignon  di vario tipo  dove i bignè andavano a ruba subitamente mentre i diplomatici venivano sempre mangiati per ultimi. Solo crescendo ho imparato ad amarli alla follia; addentare lo strato di sfoglia burrosa mentre tutta  la faccia si cosparge di zucchero a velo finendo per perdersi nel gusto morbido della crema pasticcera legata al pan di spagna con quel filo di liquore che rende il dolce così unico! Chissà che avrebbe detto nonna se sabato ci avesse visto cucinare “ le creme”…

Al prossimo post

Daniela

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34 thoughts on “quelle che la nonna chiamava “le creme”

          1. ciao daniela, il pranzo festa è andato bene, grazie. l’sailo si trova in una stradina sterrata, di fronte ad una (credo) scuola di equitazione, anche con altri animali, tipo papere, galline etc… essendo in un asilo, cerano tanti mamme e papà con i bimbi; noi amici delle elementari eravamo solo tre, più la ragazza che ci aveva invitati.
            Anche qui a Roma ha dato pioggia ieri ed oggi, ma per ora non se n’è vista neanche una goccia! 😉 buona domenica anche a te 🙂

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          2. sì, è stato un pomeriggio davvero piacevole; i bimbi dei miei amici sono voluti andare dall’altra parte della stradina sterrata a vedere le oche… 🙂 buona domenica anche a te, se riesco più tardi mi metto a leggere un po’, visto che devo finire un capitolo del libro…

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