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“asolando” per le vie del borgo

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negozio tipico ad asolo

 “Allorché al mattino apro le imposte della mia camera, nel vano della finestra si inquadra il Monte Grappa. Allora metto due vasi di fiori sul davanzale. Ecco un altare.” Henry James.

Lasciato quindi Conegliano e l’antico molino, la nostra domenica pomeriggio è trascorsa ad Asolo:  “la  Città dai mille orizzonti” come la definì G.Carducci,   un gioiellino  romantico posto su di un pittoresco borgo collinare.

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regina cornaro

E la nomea di Asolo è legata ad una donna che ha fatto la storia, Caterina Cornaro (1489) . Veneziana di sangue blu , ex regina di Ciprio e di Armenia, la regina Cornaro è stata signora di Asolo mantenendo gli stessi poteri attribuiti al Doge per Venezia. Il contributo che questa donna diede alla cittadina è stato fondamentale per le arti e le lettere. Una sorta di Lorenzo de Medici in gonnella. Caterina Attirò  una fitta schiera d’artisti alla sua corte  primo tra tutti Pietro Bembo (esponente  del rinascimento letterario italiano con l opera Asolani definibile come un dialogo sull’amore) .La natura in cui Asolo è immersa rivive nei dipinti di Giorgione, di Lotto, di Bassano e ispirò il genio di Palladio, Massari, Canova; il poeta Robert Browning raccontò nei suoi versi l’essenza del vivere “Asolando”, e più tardi la magia del paesaggio, sarà l’ideale  rifugio  del corpo e dell’anima per Eleonora Duse, Freya Stark (esploratrice e fotografa) . Soprattutto tra ’800 e ’900 Asolo afferma il suo carattere di luogo affascinante e di residenza privilegiata e tradizione culturale, attraendo personalità illustri, intellettuali ed artisti, tra essi  Henry James e Carlo Scarpa,  Filippo De Pisis, Igor Strawinsky, Hernest Hemingway.

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Ho imparato un nuovo termine: Asolando… che sta a significare : aggirarsi di continuo godendosi la bellezza del luogo   come fa il vento estivo che soffia dolcemente. Ed è proprio asolando che si raggiunge l’omonimo borgo,  percorrendo una strada in salita che tanto mi ha ricordato quella di Arquà Petrarca (altro borgo rinomatissimo presente nella mia regione), dove l’edera, il glicine e le altre piante rampicanti ricoprono come un vestito primaverile le pareti dei palazzi storici; un invitante anticipo della bellezza di cui è ricco  il borgo.

E il punto di ritrovo per tutti gli asolani è rappresentato dalla fontana rinascimentale in piazza Garibaldi, quella la cui acqua un tempo avrà dissetato le  gole arse dei  suoi abitanti e che oggi richiama i turisti di tutto il mondo , sormontata dal Leone alato della Serenissima vigile e attento a indicarci la via da percorrere.

 

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E mi sono persa ad ammirare i lunghi porticati di Via Robert Browning con gli affreschi murati risalenti al XV secolo che riecheggiano il mondo gotico.

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Non me ne sarei mai andata da quel punto in cui sorge Casa di Eleonora Duse (attrice di teatro musa e amante del D’Annunzio), in via Canova in corrispondenza della Porta di Santa Caterina. Un palazzo del 1500, preso in affitto e restaurato dalla Divina con l’intento di ritirarvisi poiché solo lì pareva trovare pace ed evasione dalla vita frenetica e dal duro lavoro sul palcoscenico . Scriveva infatti: “Né San Giminiano, né Siena, né Volterra mi presero come Asolo, che da quel giorno mi dominò, mi fece suo schiavo.”

 

 

 

C’era il mercatino di brocante quella domenica ,che tanto mi ha ricordato quell’angolo di Provenza a me così caro. Quasi liberamente ispirato ad Aix En Provence, nella piazzetta alberata; e vagamente Vence sulle salite e sulle discese adorne di bancarelle degli antiquari.

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il DUOMO Pur conservando l’originario tratto romanico-gotico, presenta anche alcuni elementi rinascimentali, come i tre portali. Al centro si può vedere il mosaico che rappresenta l’Assunta, che sostituisce il rosone eliminato per far posto all’organo della controfacciata.

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castello ora sede del teatro duse
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vista di asolo dal castello

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In piazza Gabriele d’Annunzio sono rimasta affascinata, quasi interessata, alle “ciacole” di due signori anziani, seduti sotto i portici immaginandomi che  l’argomento della conversazione vertesse sul   tempo che passa  e che non è  galantuomo… A distrarmi sono state le insegne scrostate ma ancora visibili sul muro di un edificio che in passato era stato un deposito di birra e liquori. Il passato rimane, non si estirpa mai. Come una foto sbiadita dal tempo ci ricorda chi eravamo prima di adesso; ci svela da dove veniamo mettendosi al servizio dell’ umanità rendendo fruibile tutto il suo patrimonio d’inestimabile bellezza.

Daniela

ps foto mie tranne dove specificato diversamente

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