TRAVEL

percorrendo la via del vino

 

“Il vino è un composto di umore e luce. “ (Galileo Galilei)

Domenica scorsa … Un giusto equilibrio fatto di raggi di sole abbaglianti  mitigati da uno scherzoso vento di primavera .. Una giornata pensata per una gita fuori porta . Immersi nella marca Trevigiana io e Chicco siamo stati a scoprire la terra del Prosecco e il paesino famoso per aver dato i natali e dove  lavorò alle sue incantevoli tele uno dei grandi pittori veneti del 1400-1500: Cima da Conegliano.

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sant elena di cima …sullo sfondo il paesaggio di conegliano

Ed è proprio a Conegliano Veneto  che il nostro viaggio ha preso inizio. Un centro storico pregno di bellezza, di ordine e di musicalità data dalla piazza  Cima , ancora oggi il cuore  pulsante della città,

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dove un tempo trascorrevano la loro giornata le nobili famiglie (Come gli Sbarra), di antiche contrade che ci riportano ad un passato vibrante di arte dove gli artigiani e gli operai rendevano manifesto il loro benessere sulle case su cui ancora oggi si notano i resti dei fregi e delle decorazioni sulle pareti.

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particolare di casa sbarra
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antica contrada sorano ora via cima. dove nacque il pittore

Un tuffo nel passato del glorioso rinascimento veneto le cui testimonianze le abbiamo studiate sui libri di storia dell’arte ma  che solo vedendoli dal vivo  si possono apprezzare nella loro preziosità rara. Come il duomo, una pregevolissima costruzione del xiv secolo con la sua facciata incastonata tra i palazzi della contrada. Una chiesa che invita ad essere osservata già dall’esterno sugli affreschi con scene dell’antico testamento  del Pozzoserrato realizzati nel cinquecento fino alla celeberrima pala della Madonna con Bambino e angeli e santi dietro l’altare del Giovan Battista  Cima , unica opera dell’artista conservata in città.

Ma in quella che era la casa natale dell’artista (le cui note bibliografiche sono assai scarse . Si sa  per certo che fu allievo , come i Vivarini, Della scuola del Bellini )  hanno allestito un esposizione di copie delle sue tele più celebri in cui è palese l’attaccamento del pittore ai luoghi dove è nato, in particolare in molte opere spicca il castello, che svetta sullo sfondo con la sua bellissima  cinta muraria a difesa del borgo.

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Ed è proprio salendo al castello che per me il paese raggiunge il massimo del suo splendore, percorrendo un tragitto consigliato, molto suggestivo  per la vista che si gode del panorama che in piena primavera da il suo meglio.

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Io e Chicco ci siamo imbattuti in una parata rinascimentale con uomini e donne con abiti dell’epoca . E’ stato piacevole sorseggiare un caffè sulle terrazza del Dersut (Nasce proprio qui a Conegliano il Dersut caffè)

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foto dal web

sulle note di tamburi e cembali che anticipavano la sfilata di nobildonne in velluti color cremisi e uomini con l’armatura. … 

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torre della campana
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salendo al castello

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castello giunti alla sommità

La cittadina che nella giornata domenicale si prende una pausa di meritato riposo. Le corse frenetiche degli impegni lavorativi e famigliari di ogni giorno, lasciano spazio ad un tempo più dilatato che ha il sapore del ciambellone e della lasagna  della domenica o meglio: ha il profumo del prosecco frizzante e aromatico che ci solletica il palato in un assaggio di territorio fatto di colline dolcissime e di uva pregiatissima.

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Ma Conegliano invita anche ad andare fuori porta: una gita lungo le colline circostanti, coltivate a vigneto e disseminate di paesi di grande interesse storico e  di alcuni singolari monumenti e architetture spontanee disseminati lungo le colline, poiché il nostro è davvero un territorio fatto di tesori nascosti che ci stupiscono per la loro riscoperta magari casuale .Qui,  La bellezza  è davvero ovunque la si cerchi.

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molino della croda

E lasciando alle nostre spalle Conegliano,  Chicco ha voluto fare tappa al Molinetto della Croda. Un suggestivo angolo della marca Trevigiana, caratteristico esempio di architettura rurale del xviii sec. Le cui fondazioni poggiano sulla nuda roccia (croda appunto, della montagna). Ancora oggi si vede la macina di nuovo funzionante, fedelmente ricostruita. Per un attimo è stato come ritornare al ‘600, fingendosi mugnai alle prese con il duro lavoro della macina della farina per far fronte alla carestia sempre dietro l’angolo. C’erano bambini pronti a lanciare del pane agli eleganti cigni  nell’acqua che incuranti di tutto passeggiavano indisturbati nella loro fierezza che, per me ,ha sempre quel non so che di fiabesco.

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Ma il viaggio prosegue fino ad un borgo considerato tra i più belli d’Italia… e per questo vi do appuntamento al prossimo post…

Daniela

n.b. foto mie tranne dove diversamente  specificato

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