ARTS & BOOKS

Monk ‘s House Garden

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virginia woolf

“Avevo davvero un interesse profondissimo a scrivere, qui, ho dato da mangiare ai pesci rossi, ho contemplato la peschiera, ho giocato a bocce… “   Virginia Woolf

 

Appartato dietro muri di selce  e siepi di tasso, è un giardino speciale. Perché quello di Monk’s House nel Sussex tra il 1919 e il 1941 è  stato il giardino della grande scrittrice, saggista e attivista britannica VIRGINIA WOOLF, fino a quando il 28 marzo si lasciò annegare nel fiume Ouse nei pressi di casa sua..

Virginia Woolf è la mia scrittrice preferita, tutti i suoi libri, complessi e impegnativi, mantengono intatta la sua delicata sensibilità che in ogni riga ha saputo emozionarmi. Non dedico però questo post ad uno dei suoi complicati romanzi bensì ad un libro prezioso e utile che ci invita ad addentrarci nel suo meraviglioso giardino di casa trovando  ispirazione per le sue opere . Il libro è di Caroline Zoob, dal titolo,  IL GIARDINO DI VIRGINIA WOOLF.

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Leonard Woolf  e Virginia apportarono cambiamenti notevoli al giardino, ma dal 1969, anno della morte di Leonard, il suo assetto è rimasto immutato. Finora era stato scritto ben poco della sua storia e nessuno lo aveva visto in fotografia. Questo volume presenta una raccolta unica dei commenti di Virginia e racconta in che modo il giardino è stato conservato negli anni. Una donna alla ricerca di una altra donna. Caroline Zoob ha vissuto 10 anni insieme al marito a Monk’s House, come affittuaria del National Trust, l’ente che possiede e gestisce la proprietà dal 1980. Per 10 anni ha curato il giardino, aperto la casa al pubblico e mantenuto quotidianamente l’identità immutata del luogo. Caroline si tuffa allora nei diari di Virginia e Leonard e ricostituisce la storia della casa e del giardino di Monk’s House. Il suo racconto e le fotografie di Caroline Arber ci svelano un giardino intimo dall’atmosfera unica, curato con amore come fu ai tempi di Leonard e Virginia.

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In un angolo di questo magnifico giardino, nel frutteto con crochi e narcisi che crescevano tra i meli  c’è lo studio di Virginia (una stanza tutta per sé, come cita il suo celeberrimo saggio femminista  sulla condizione complicata delle scrittrici donne al suo tempo) dove per ventidue anni lavorò alla maggior parte dei suoi romanzi.La grande pace che vi regnava e la tranquilla vita di campagna l’aiutarono nei periodi di malattia e depressione .

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i Woolf furono al centro della vita letteraria londinese.  Una coppia di intellettuali che partecipava a  colloqui e conferenze, fautori del Bloomsbury Group . A Londra cenavano raramente da soli, intervenivano spesso a eventi mondani, oppure andavano a teatro, all’opera o ai balletti. Viaggiavano. E facevano « i commessi viaggiatori » per i libri della Hogarth Press, eufemismo demodé con cui chiamavano i loro giri di vendita. Ciascuno teneva un diario, nel rispetto della loro privacy lavoravano tranquilli ritagliandosi ciascuno il suo spazio e la sua quiete. Nel diario  Leonard prendeva meticolosamente nota di tutto, dai semi che piantava alla musica che ascoltavano sul grammofono all’interno del suo studiolo ricavato dal sottotetto. Mentre Virginia, tra un dibattito antifascista  e un tè con Vita Sackville West scriveva…. al riparo dal caos cittadino, nella canicola estiva accompagnando il rumore della macchina da scrivere ai cinguettii degli uccelli.

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SOPRA Leonard Woolf e Virginia Stephen nel 1912, durante il loro fidanzamento. PAGINA A FRONTE L’esterno di Monk’s House oggi. Leonard fece fare il cancello nel 1929; doveva essere « di quercia semplicissima, senza nessuna decorazione »

virginia-woolf-3-638.jpgCuriosamente, Virginia descrive di rado il frutteto in fiore, forse perché a maggio facevano spesso una vacanza all’estero.

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Quando Leonard e Virginia comprarono Monk’s House non esistevano né le bordure né i vialetti mattonati e la zona in secondo piano adiacente al frutteto era tenuta a prato. Al posto dell’albero con la clematide c’era una piccola lavanderia e, dietro questa, un gabinetto a terra, seminascosto da laurocerasi. La chiesa di St. Peter risale al XII secolo.

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La passeggiata fiorita comprende le due bordure ai lati del lungo vialetto mattonato che va da ovest a est partendo dalla scaletta accanto al prato e arriva al frutteto.

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a consolare e tenerla in salvo dopo i tentati suicidi, c’era il giardino del fico, della peschiera, delle dalie o quello all’italiana, le serre, le api, i cani,la  vita domestica, tutto questo componeva il microcosmo nel quale Virginia Woolf si rinchiudeva fino alla sua morte nel 1841. Le sue ceneri vennero sparse nel giardino di Monk s House sotto due olmi.

***********

E se vi va di approfondire  Virginia Woolf, nella  sfera magari culinaria, vi lascio una inaspettata e curiosa chicca …. e’    con piacere che  vi invito a leggere il post di  vanina (mia amica blogger) che qualche giorno fa ha pubblicato nella sua rubrica ricette letterarie … Si tratta dello stufato della Sig.ra Ramsay… Buona lettura 🙂

al prossimo post

Daniela

 

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32 thoughts on “Monk ‘s House Garden

  1. Occupandomi di women’s studies devo ammettere che Virginia Woolf è la mia fonte d’ispirazione principale tuttavia da questo punto di vista bucolico non l’avevo mai considerata ma è davvero interessante e le foto sembrano proprio bene. Mi ha emozionata vedere la piccola scrivania dotto la finestra da cui scrivendo Virginia poteva vedere il suo giardino…e mi leggerò anche il post culinario! Io non ho trattato sul mio blog di Virginia ma nella biografia di colei che istituì la Newnham college indirettamente si, se può interessare http://opportunitadigenere.blogspot.it/2015/02/anne-che-ispiro-perfino-virginia.html

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  2. Wow che meraviglia queste immagini! Dove trovi questi libri? E bellissimo il giardino, e molto accurato e dettagliato il tuo post. Grazie di avere inserito il link che porta direttamente alla cucina di Virginia, perché come lei diceva: Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene; se non ha mangiato bene.
    Come ben hai descritto avevano una vita sociale molto attiva, entrambi partecipavano e a sua volta ospitavano i più grandi scrittori e non solo della loro epoca.
    Ogni riga che ha scritto ispira sensazioni forti, ancora oggi non trovo una scrittrice come lei.

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      1. Eh lo so, è una bella cosa anche per me; normalmente mi si dà della depressa quando dico che mi piacciono i suoi libri.
        Credo che mi manchi solo la Stanza di Jacob da leggere, che qui non riesco a trovare, a volte mi dicono che me lo ordinano, ma mi chiedono delle cifre folle, perciò aspetto a capitare in qualche città un po’ grossa e me lo vado a cercare!

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        1. io l avevo trovato dentro un volume che conteneva diversi suoi libri…l ho letto e anche questo m era piaciuto:) non ho finito invece le onde….forse perche l ho cominciato quando ero troppo giovane per capirlo…ma ci riproverò dai:)

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  3. meaviglioso. Passerei interi pomeriggio in un giardino così. Mi ha sempre affascinato la vita che ruota intorno a questa grandiosa scrittrice. Io adoro i giardini ho fatto un giro anche su google maps per scovare altre foto della villa e del giardino. Grazie mille! Quasi quasi questo libro lo compro!
    Un saluto caro 🙂

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      1. Come ti capisco! Pur lavorando in biblioteca ci sono libri che proprio non posso fare a meno di acquistare per averli in casa e “farli miei”. Grazie ancora per avermi fatto conoscere questo splendido gioiellino! Buona serata e buona lettura!

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  4. Di Virginia Woolf ho letto quei pochi brani a scuola in Letteratura Inglese; all’università ho visdto a teatro la rappresentazione di Una stanza tuta per sé, di cui poi ho acquistato (e letto) il libro. Adesso ho intenzione di acquistare il Diario di una scrittrice, ed i Consigli ad un giovane scrittore

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  5. Fotografie stupende. ❤ Grazie per questo post, Dany! Virginia Woolf è anche una delle mie scrittrici preferite. All'università ho fatto un'intera monografia su di lei e la professoressa (Nadia Fusini, la traduttrice ufficiale di tutte le sue opere in Italia) ne parlava in maniera talmente coinvolgente (oltre ad essere una docente straordinariamente esigente) che studiare "Mrs. Dalloway", "To the Lighthouse" e "A Roon of One's Own" praticamente a menadito, è stato un piacere.

    Lo stufato di Mrs. Ramsay? 😀 Corro a leggere!

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      1. Scherzi? 😀 Il merito va tutto alla mia prof. che nonostante fosse un po’ megera e distaccata nell’approccio con gli studenti, ha saputo infondermi e trasmettermi l’amore per Virginia. Quando vado a Londra, una tappa a Bloomsbury è sempre obbligatoria. xD

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  6. Ho letto con piacere questo articolo e l’ho trovato molto interessante. Il giardino è delizioso 🙂 Per quanto riguarda il libro, lo inserisco direttamente tra i libri della mia lista desideri (che è infinita) !

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  7. Splendido post, cara Daniela, grazie per la piacevolissima lettura.
    Il libro lo ho anche io e lo conservo sul mio comodino insieme ad altre chicche da cui non riesco a separarmi – quali la raccolta di poesie di Emily Dickinson – e mi fece da guida a suo tempo per comporre il post che pubblicai e che ti ha ‘condotta’ da me, … non è meraviglioso?

    Trascorri una notte serena e che il tuo risveglio domattina sia illuminato dal sole della gioia,
    con il cuore

    Daniela

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    1. cara daniela sei gentilissima… rinnovo ancora i miei più sinceri complimenti per il blog specchio di quello che sei tu…dove si sente che ci metti la tua meravigliosa anima e il splendido cuore ..un buon mercoledi

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