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San Giorgio e la Principessa

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“Et per dirlo in una parola non si può senza infinita meraviglia, anzi stupore contemplare questa opera fatta con disegno con grazia, e con giudizio straordinario”. (Vasari tratto da: Le Vite)

E’ con l’enfasi delle parole di Giorgio Vasari che voglio introdurvi in una delle chiese per me più belle della mia Verona: Sant’Anastasia, nota in particolare per il capolavoro supremo del Pisanello, SAN GIORGIO E LA PRINCIPESSA.

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Domenica scorsa, una giornata baciata dallo splendore del sole; l’aria riscaldata quasi in un assaggio di primavera, e in città tanta gente, come sempre, come in tutti i luoghi dove la bellezza è di casa…

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E se di bellezza parliamo , Io e Chicco, tra una passeggiata, un pranzo veloce proprio dietro l’Arena,  qualche giretto a negozi a caccia degli ultimi saldi e un po’ di lèche- vitrine (negozi di fiori che esponevano in  bella mostra bulbi fioriti in un trionfo di colori),  abbiamo scelto la giornata anche per rimirare finalmente Santa Anastasia e il suo San Giorgio e la Principessa.

Non c’ero mai stata all’interno della basilica. E’ quasi vergognoso sapendo che è la mia città. Ma è bello sapere che non è mai troppo tardi e che sant’Anastasia era lì, ferma ad aspettarmi…


E provenendo da Piazza Erbe puntando in direzione del ponte Pietra, mano a mano che si avvicinava la Chiesa, ecco sbucare un’insegna di un osteria che altro non poteva che chiamarsi se non Giuletta e Romeo (siamo a Verona!) e a pochi passi eccoci giunti alla bella e gotica Sant’Anastasia.

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All’ingresso ad accogliermi, dall’aria provata e stanca dopo secoli a reggere l’acqua per i fedeli da tutto il mondo ecco l’acquasantiera di Cagliari. E poi di buon passo verso la cappella Pellegrini:

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è lì che è situato il rinomato affresco di San Giorgio e la principessa. Datato 14333 -1438 si trova sulla parete esterna sopra l’arco di accesso. Pisanello, pittore di gusto tardo-gotico, operante nella società delle corti, ha evocato in questa sua opera un mondo favoloso e cavalleresco, utilizzando un tratto nitido ed elegante. A complicare le cose, intorno alla fine dell’Ottocento, a causa d’una grande infiltrazione d’acqua piovana, anche il dipinto del Pisanello subì gravi danneggiamenti (soprattutto la zona del drago in agguato), tanto che fu staccato dalla parete e trasferito su telaio per essere sottoposto a restauro.

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L’opera nel dettaglio:
Esiste un’interpretazione in chiave storica degli affreschi di San Giorgio, che si ricollega ad altre opere nel quadro delle iniziative per il riavvicinamento tra Chiesa greca e Chiesa latina, il salvataggio di COSTANTINOPOLI e l’eredità dell impero bizantino. San Giorgio sarebbe il simbolo della Cristianità che si prepara a liberarsi da un pericolo oltremare (i turchi), per salvare una principessa che rappresenterebbe Costantinopoli. La principessa, dai tratti nobili e finissimi, assiste muta alla scena e dietro di lei si trovano tre cavalli con cavalieri, uno di fronte e due di profilo, e un ariete accovacciato. A sinistra si vedono un levriero e un cagnolino da compagnia. Straordinaria è la ricchezza delle armature e dei paramenti delle cavalcature, come anche la ricercatezza delle vesti e delle acconciature della principessa e del suo seguito. Essa è dipinta di profilo, come nelle effigi delle medaglie, ed ha un’acconciatura molto elaborata. La parte sinistra è occupata dal corteo di curiosi, di dimensione più piccola, radunatisi nei pressi dell’attracco dove è già pronta la barca, con la quale l’eroe deve salpare . Anche il paesaggio sembra partecipare silenziosamente al clima di suspense allucinante e rarefatto della partenza. La parte superiore è occupata da un’alta rupe che incombe sul mare, molto goticheggiante.

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è un tema quello di San Giorgio, la Principessa e il Drago molto presente nella storia dell’arte, riproposto da un infinità di pittori secondo la loro abilità e il loro gusto personale (da Paolo Uccello,il veneto  Tintoretto, il ferrarese Cosme Tura, fino a Kandinsky).  A me affascina molto per il significato criptico che delicatamente nasconde.


Non basterebbe un intero blog per tessere le lodi in modo adeguato a Verona, questo è solo un piccolo assaggio e un dettaglio della mia giornata di domenica scorsa.
Vi aspetto al prossimo post
Daniela

n.b. le foto del post sono mie tranne quelle relative al  dipinto

 

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13 thoughts on “San Giorgio e la Principessa

  1. Sono stata a Verona un giorno di qualche anno fa: ricordo l’arena (ci sono anche entrata), la casa di Giulietta e la sua tomba, oltre che i numerosi negozi del centro. Non sono entrata in questa basilica, ma deve essere molto bella! Interessante il significato nascosto nell’episodio di S. Giorgio e il drago!

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  2. Che bello grazie! Sono stata a Verona tanti anni fa da bambina con la scuola e mi ricordo di aver studiato per illustrarla poi a tutti, Piazza delle Erbe ma questa Chiesa non la conoscevo…davvero bella e splendido il dipinto valeva proprio la pena vederlo. Sarebbe ora di tornare in questa splendida città effettivamente!.

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  3. Non sono mai stata a Verona e avrei voluto rimediare in concomitanza della mostra dedicata a Tamara de Lempicka (pittrice tra le mie preferite). Poi però ho preso la via del Giappone e il viaggio è saltato, ma rimane comunque tra le città italiane che più vorrei visitare. Bellissimo e molto interessante il tuo post. *____*

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    1. CARA DANI Sì VIENI A VERONA QUANDO PUOI E NE RIMARRAI ESTASIATA…LA MOSTRA DI TAMARA L HA VISTA MIA SORELLA IO PUTROPPO ME LA SONO PERSA…C’ERANO CODE INTERMINABILI E MI è SPIACIUTO TANTISSIMO…. TU DI DOVE SEI PRECISAMENTE? CURIOSA IO:-)

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      1. La mostra c’era già stata a Torino e per motivi diversi me l’ero persa anche lì. Non sai che dispiacere!

        Sono nata in provincia di Frosinone. Uno dei luoghi più brutti d’Italia (non il mio paesello in sé, ma il territorio più in generale), detto proprio con sincerità.

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