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Ancora a proposito del mio libro…

LAVANDA

Bentornate/i amiche/ci,

e prosegue l’appuntamento con il mio libro…

altri piccoli “morsi” solo per voi lettori….

come sempre per arricchire la narrazione mi sono servita di alcune immagini trovate su pinterest e sul web in  per aiutarmi e aiutarvi a dar un corpo e una forma alla storia e ai miei personaggi anche se poi sarà sempre l’immaginazione di ogni lettore a dare un volto personale ai protagonisti…

ecco di seguito un estratto del  capitolo 1.

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L’appuntamento era per le 12.30 all’ Highlander  Irish Pub. Monica, Prima di andare, decideva di concedersi un lungo bagno, spostando ancora il biglietto da un’altra parte. Forse voleva riporlo per sempre in un cassetto ma sapeva in cuor suo che era giunto il momento per usarlo… VASCA

Tra i vapori profumati alla vaniglia nera dell’acqua bollente dentro la vasca, Monica pensava a Parigi. A quanto doveva essere bella e trafficata in quel periodo dell’anno. Con le sue luci e i suoi bagliori a scaldare i cuori di ogni passante, anche quello più diffidente, lungo quegli infiniti boulevards.

Rare snowy day in Paris. The Eiffel Tower and decorated Christmas tree

“Sarà un Natale dunque pieno di doni! Tanti auguri allora: PAPA’ ?Giusto? Cin cin!”

“Sì siamo tanto felici!”

brindisi

Era tutta una confusione di auguri e di brindisi.

Questo avveniva all’interno di un grazioso soggiorno illuminato al centro da un imponente abete della tradizione addobbato a festa, vicino ad una elegante consolle impreziosita da coppe di cristallo a loro volta rinfrescate da bacche e bucaneve di fronte a un tavolino decapato a due piani decorato da candele e una lanterna accesa.

barbara.jpg

In un angolo adagiata su una lussuosa bergère di velluto malva stava Barbara, bella e bionda e occhi azzurri come un angelo. Aspettava un bambino.  Scoppiava di gioia e sperava fosse lo stesso per il marito.

uomoBIS

L’uomo con in mano il calice di Moet et Chandon s’allontanava piano piano dalla stanza, accarezzando lievemente i lunghi capelli della moglie e in silenzio si avvicinava alla porta di casa, staccando un rametto di agrifoglio per la donna che amava.

tasche

Mettendo poi una mano in tasca estraeva un pezzetto di carta. Lo avrebbe dovuto buttare, invece lo rimirava come per cercarne impressa chissà quale verità. Togliendosi gli occhiali emetteva un sospiro guardando l’orizzonte. Era l’ora di un bellissimo tramonto.

mare.jpg

Il tramonto è uno di quegli eventi che sembrano appartenere solo all’estate. Perché anche quelli invernali, sembrano trasmettere  nel cuore di chi li guarda tanto calore infondendo una strana voglia di esotismo merito dei colori caldi e accesi che fanno pensare puntualmente ad un’ isola lontana. Pierre infatti pensava in quel momento che il sole sapesse d’estate. Doveva essere infuocato, pensava così a quante persone in quell’ ora in un altro angolo della Terra si stavano dorando la pelle. Non vedeva l’ora che arrivasse domani. Aveva già preparato la tuta. La montagna lo aspettava. Sarebbe andato a sciare con l’amico Simone, mentre Barbara e Cristina sarebbero rimaste in baita a chiacchierare tra un massaggio all’olio di riso e un bagno di fieno.

L’agrifoglio ora stava al centro della tavola con intorno i rami di pino marittimo e tante piccole pigne. Barbara sorrideva al marito e lo ringraziava.”

agrifoglio                 sorriso

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Vi ricordo nel caso foste interessati all’intero romanzo,

qui

potete cliccare per avere la vostra copia gratuita…

spighe

buona lettura

Daniela

 

 

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16 thoughts on “Ancora a proposito del mio libro…

          1. Il settore editoriale (pubblicazione e traduzione) è veramente scoraggiante in Italia. In America, invece, giuro che non mi sembrava vero quando l’editore, anziché smontarmi da tutti i punti di vista, mi ha fatto persino i complimenti per la corposità e la freschezza insieme dello stile (?!). E i lavori presentati erano in inglese, la mia seconda lingua OK, ma vuoi mettere la dimestichezza che uno ha con quella madre? Che si fottano (gli italiani, in questo caso), guarda. >____>

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