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a proposito del mio libro…

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Bentornate/i amiche/ci,

e come anticipato nei precedenti post, vi lascio alcune tracce del mio libro…tanto da suscitare un po’ la vostra curiosità…

ritrovarsi tra spighe e conchiglie

per arricchire la narrazione mi sono servita di alcune immagini trovate su pinterest e sul web   per aiutarmi e aiutarvi a dar un corpo e una forma alla storia e ai miei personaggi anche se poi sarà solo l’immaginazione di ogni lettore a dare un volto personale a Monica, Pierre e gli altri…

oggi vi lascio un breve ma saliente passaggio tratto dal capitolo 3 …

“… Una mattina prima di Capodanno Monica si preparava ad uscire di buonora senza aver fatto colazione, con una calda giacca in tricot con collo sciallato color prugna e sotto un paio di jeans delavè e  le irrinunciabili decolletées altissime e spuntate in camoscio con un bel fiocco sul davanti. Monica aveva la mania delle scarpe: alte e à la page. La facevano sentire più forte e sicura di sé ma in realtà era solo la scusa che usava per giustificarne l’acquisto di un paio nuovo .

Fuori il sole ravvivava ogni cosa, era una mattina d’inverno in cui l’aria ingannava le persone facendo credere che fosse un anticipo di primavera o forse si trattava solo di lontanissimi resti dell’estate sfuggiti a Madre Natura durante il cambio degli armadi.  Monica odiava l’inverno, amava l’estate, il caldo, il sole.

Si fermò in tabaccheria a comprare una marca da bollo e buste per lettere. Poi passando davanti una libreria decise di fermarsi e controllare una cosa:

 

 

“Buongiorno, è arrivata per caso l’edizione illustrata del Diario di Anna Frank? Si ricorda ero passata la settimana scorsa.”

“Uhm credo di no, comunque do un occhio alla pila di nuovi arrivi là infondo…”

Le librerie sono come i musei. Sanno di arte. E ‘ l’odore di carta stampata che, mescolato all’impercettibile mormorio di intellettuali dalle domande troppo esistenziali, fa rima con il silenzio. Un silenzio che si inchina alle opere di grandi che hanno fatto la storia. Che dolce sensazione, l’arte che regna in questi ambienti sembra cullarci nel profondo della mente coccolando di dolci carezze la nostra anima.

 

“No, non è arrivato ancora, mi spiace. “

Si sentiva solo il rumore dei tacchi altissimi di Monica lungo le corsie silenziose e lucide del negozio vuoto di gente a quell’ora del mattino. Ma nel reparto bambini stava solo un uomo a toccare senza interesse alcuni volumi illustrati con disegni spettacolari e divertenti. Aveva già notato Monica ma non voleva farsi vedere da lei.

mano.jpg     scarpe

Si sentiva quasi in colpa verso di lei e non sapeva poi se salutarla o fare  a meno. Però Monica si soffermò ai piedi di lui. Sul pavimento stava “Il Piccolo Principe”, doveva averlo fatto cadere involontariamente mentre cercava di nascondersi dietro uno scaffale.

Riconobbe immediatamente le scarpe. Nere, in pelle di vitello, con gli strappi al posto dei lacci. Monica guardava molto le scarpe negli uomini. Era un fattore determinante e quelle del nostro uomo meritavano un bel nove! 

“Dovrebbe regalarlo a suo figlio o figlia, mi permetto di consigliarglielo perché è bellissimo; ti insegna a vivere e ad amare.” Monica l’aveva raccolto e glielo stava offrendo in mano.   … “

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Se sei curiosa/o di conoscere il seguito…

“stay – tuned” ! sul mio blog! …

E altri assaggi ti verranno serviti…

Daniela

 

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6 thoughts on “a proposito del mio libro…

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