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le case dei giocattoli

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dal film neverland

I bambini non dovrebbero mai andare a dormire; si svegliano più vecchi di un giorno e senza che uno se ne accorga sono cresciuti.
(Dal film Neverland)

Siamo tutti stati bambini e tutti conosciamo l’importanza del valore dei giocattoli. I musei dei giocattoli dovrebbero essere  non solo  un nostalgico viaggio nel passato, ma Un piccolo pezzo di storia di costume visto attraverso gli occhi dei bambini e delle loro bambole. Che poi, come sostiene lo scrittore più vicino ai bambini , Saint Exuperie : “tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).” , in noi c’è ancora una parte di cuore destinata a rimanere infante per sempre e che ci fa sorridere se  prendiamo in mano una vecchia bambola o facciamo girare un trenino di legno…

Ho scoperto pochi giorni fa che anche a Verona, la mia città, è presente un museo di questo tipo…

La Casa dei Sogni,  un museo sul giocattolo antico. Uno spazio espositivo nelle colline di Verona dove è in mostra il patrimonio di Luciana Gaspari Avrese, composto da oltre 3.000 giocattoli tra bambole, burattini e animali. sono giocattoli che vanno dalla fine del ‘700 fino agli anni ’50 del secolo scorso. Accanto al Museo del Giocattolo (Si tratta di una vecchia stalla ristrutturata che ha assunto le sembianze di una casa giocattolo, fatta di legno, pietra e vetri)  è stato creato il parco tematico Il Bosco delle Fiabe, uno spazio immerso nel verde completamente dedicato all’immaginario dei bambini. Ecco che all’ingresso s’incontrano subito scoiattoli e ranocchi scolpiti nel legno, sedili con i volti di gnomi e folletti, ranocchi e oche nascosti tra le foglie al lato dei sentieri. Lungo il Percorso dei Giochi e delle Favole, si vedono le sagome dei lupi nascoste tra i rami, via del Gatto con gli Stivali, con tantissime sculture di gatti acciambellati e cartelli espositivi con storie e leggende di gatti. C’è la via delle Favole di Esopo, la via delle Fate e delle Creature Fantastiche e quella degli Gnomi. All’interno del Bosco è stato allestito un piccolo Teatro, nel quale, ogni domenica pomeriggio, vengono messi in scena spettacoli diversi, che hanno per tema le Fiabe. La collocazione de Il Bosco delle Fiabe, vicino alle Torricelle, offre anche la possibilità di ammirare un favoloso panorama.

E sempre nell’ambito Veronese a Soave (bellissimo borgo famoso per i suoi vini e il suo castello) ecco un prezioso museo dedicato al gioco e alla diffusione della cultura ludica nel territorio . Si tratta anche di un museo “sensoriale”, non solo da vedere, ma da toccare, dati i principi scientifici secondo cui alcuni giochi sono stati realizzati.  Dal cerchio in legno alla trottola, dal cavallino a dondolo ai numerosi giochi e giocattoli a tema ippico, dalle bambole romane a quelle in porcellana, bambini e adulti troveranno in questo museo un’interessante raccolta di giochi di molteplici culture europee e non, che trasmettono un senso di continuità tra passato e presente, tra bambini di un tempo e bambini di oggi.

Sono infiniti in Italia e nel mondo  i musei dedicati ai bambini e alla storia dei giocattoli, ma quello che più mi ha colpito per la sua ricercatezza e il fascino un po d’ antan,  è quello di Ravenna.

museo foto
museo a ravenna

Il piccolo museo delle bambole di Ravenna, come si evince dal sito web , è stato fondato nel 2006 da Graziella Gardini Pasini, che ha voluto condividere la sua collezione privata di bambole e altri balocchi, raccolti nel corso di molti decenni.
Il frutto di una grande passione è oggi a disposizione di grandi e piccini che vogliono conoscere da vicino il mondo e la storia del più famoso giocattolo di tutti i tempi: la bambola. Nel museo trovano casa bambole e giocattoli di epoche comprese tra il 1860 e il 1950. Ci sono bambole di porcellana, di panno, di celluloide, di carta e altri giocattoli.  le bambole in questo Museo prendono vita  poiché ognuna fa parte di un piccolo contesto ed è circondata da oggetti e mobiletti rigorosamente della sua stessa epoca.
Inoltre appaiono intente ad adempiere qualche lavoro come lavare, stirare, cucire, cucinare, pettinarsi, prendere il tè.

non potevano mancare le case delle bambole: camerette, cucine, stanze complete di suppellettili di ogni genere.

Trovano collocazione anche alcuni pezzi importanti di marche che hanno fatto la storia della bambola, come Jumeau, Armand Marseille, Lenci, Kathe Kruse, Furga, Tartaruga, Minerva e una piccola collezione di Kewpie.

bambola scozzese fine 800 meseille.PNG
merseille bambola scozzese fine 800

Inoltre vengono ospitate bambole attuali ma provenienti da tutte le parti del mondo e costruite artigianalmente: dall’aborigeno australiano dotato di boomerang, alla coppia di bamboline mongole, dalla maori dal viso tatuato al gaucio argentino, dalla bambola votiva giapponese all’Amish della Pennsylvania.

cina.PNG
bambola cinese

Ecco il link  del sito

 

E con questo viaggio nel mondo popolato da cavallini a dondolo e pupazzi di pezza  a me è venuta voglia di arricchire la mia microscopica collezione di bambole  di porcellana e di proporvi giusto un paio di libretti a proposito di dolls ma questo in un altro post…quindi spero  intanto di avervi un po’ cullato come con una dolce ninna nanna…

Vi aspetto

Daniela

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6 thoughts on “le case dei giocattoli

  1. Che meraviglia il tuo blog Daniela, grazie di avermelo fatto scoprire! Che bel itinerario mi hai consigliato, mi piacerebbe andare a vedere questi luoghi, Verona non è lontana 🙂 un bacione e buon pomeriggio!

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