ARTS & BOOKS

Addio all’uomo caduto sulla Terra

 

bowie
la prima immagine di Bowie che vidi ancora alle medie sul libro di ed.artistica

“In realtà mi sento più un pittore che un cantante”.

Nell’universo siamo tutti come delle piccole stelle destinati a fare luce, con un ciclo di vita più o meno lungo. Poi ci sono stelle destinate a brillare per sempre negli astri e nella Terra. Una di queste porta il nome di un uomo diventato mito :David Bowie.

La scomparsa di David Bowie, (69 anni, a causa del cancro contro cui combatteva da 18 mesi) vero e proprio artista multitasking, ha lasciato senza parole il mondo delle arti: sì perchè il Duca Bianco, nel corso della sua lunga carriera, non si è solo dedicato alla musica. Confessò  che passava metà della sua giornata a dipingere e l’altra metà a provare i suoni per i suoi spettacoli. Di fronte ai mutamenti della società non si spaventava e sempre camaleontico, innovativo e talvolta quasi ironico sosteneva: «La gente è diventata una sorta di patchwork, di mosaico di gusti diversi. E io sono un mosaico di stili. Spero così di accontentare tutti, correndo anche il rischio di scontentarli. Per questo faccio solo quello che sento. Almeno mi diverto di sicuro. Io non so dove vada il mondo, ne cosa voglia il pubblico, nel dubbio mi attendo al mio estro interiore».

Personalmente non conoscendo molto il suo repertorio musicale se non le più celebri “Stars” o “Heroes”, riconoscendo sempre comunque in lui il genio creativo quale era, in questo post decanterò solo il suo rapporto con l’arte, aspetto questo, e non a ragione, a mio avviso, secondario alla musica .

Non è  la prima volta che musica fa rima con arte, poiché molti cantanti come Bob Dylan, Paul Mc Cartney, Marilyn Manson, fino agli italianissimi Franco Battiato, Paolo Conte e altri ancora, non hanno resistito alla tentazione di prendere in mano pennelli e colori per trasportare le loro emozioni dallo spartito alle tele.

E Bowie nella sua associazione BOWIEART offre visibilità a giovani artisti e raccoglie infatti numerose opere. All’arte  ci si dedica dagli anni 90 , esponendo a Londra (Bosnia WAR Child, nel 1994 e altre ancora) , nel 1996 alla Biennale di Firenze alla Leopolda  con una installazione composta da un manichino/robot impiccato ad una scatola contenente un ufo luminoso, immerso in un ambiente scuro e ovattato.

manich3

L’ultima fase della vita passata resta comunque segnata dall’accoglienza trionfale della mostra allestita l’anno scorso al Victoria & Albert Museum di Londra.

La sua continua rivoluzione nel mondo della musica è cosa nota, ma anche i suoi quadri (autoritratti a parte) sembrano il frutto di visioni istantanee, tutto è  mascherato da un Espressionismo che un po’ sembra rifarsi alle deformazioni di Francis Bacon.

Sentivo che c’è stato qualcuno che al tg in questi giorni lo definiva l’erede del leggendario Andy Warhol . David Bowie in effetti  dedicò all’artista il brano omonimo nell’album Hunky Dory del 1971 e Nei panni di Andy Warhol si è calato nel film “Basquiat”,  firmato da Julian Schnabel nel 1996. Un’interpretazione da ricordare e una  straordinaria somiglianza con il maestro della pop art!

basquiat2.jpg

Vi lascio alcune tele del Duca Bianco:

 

 

David-Bowie-640x178

molto ispirate…

al prossimo post

Daniela

 

 

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3 thoughts on “Addio all’uomo caduto sulla Terra

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